
Il complesso cinquecentesco di villa Trento. L'effetto scenografico della facciata elegante e pulita, si armonizza con la parte rustica del fabbricato; l'ala porticata con le adiacenze ad uso agricolo e la torre "colombaia"
VILLA TRENTO
È tradizione ormai consolidata che l'area dove sorge la villa Trento sia la stessa dove esisteva l'antico insediamento benedettino. Il nucleo più antico della villa conserva tracce della presenza monastica. La torre "colombara" o piccionaia è un elemento sicuramente probante l'esistenza di una masseria benedettina, sulla cui area, nella seconda metà del '500, venne costruita la villa.Con l'instaurarsi della dominazione veneziana CI 405) il patriziato veneto, soprattutto famiglie dedite al commercio, fece a gara per impossessarsi del latifondo, non sempre con metodi democratici, per lo più benefici ecclesiastici di chiese e monasteri sparsi nel contado. In quel periodo ai benedettini vennero sottratti migliaia di ettari di terreno.Una volta divenuti proprietari dei fondi agrari, i nobili veneti iniziarono a costruire le loro residenze di campagna o case dominicali, ed in esse facevano convergere le loro attività agricole e commerciali.Nella prima metà del '500 nel Veneto si affermò il grande architetto Andrea Palladio, padovano di nascita ma vicentino di adozione, l'ideatore per antonomasia della villa veneta. Con il Palladio l'architettura rinascimentale nell'entroterra veneto raggiunse il suo massimo splendore e fu appunto l'inconfondibile scuola palladiana ad influenzare nei secoli successivi l'idea della villeggiatura di campagna, lasciando nel nostro territorio un incomparabile patrimonio d'arte e di cultura.
La famiglia Trento
La famiglia Trento abitava a Padova nel
quartiere del Duomo. Non si conosce la data precisa in cui i Trento vennero in
possesso dei beni fondiari a Cervarese, ma il primo estimo in cui appaiono le
loro proprietà data 1544. Il proprietario risulta Hieronimo Trento che
possiede "cortivo con casa, teza e brolo per uso abitativo; confina col
Visentin e il Bacchiglion e campi 158".Nel 1575 troviamo titolare della
proprietà il conte Ottavio Trento, abitante a Vicenza. A Cervarese possedeva:
"metà casa dominicale, con una colombara, un pezzo di terra perché il
resto è sul vicentino, con un brolo di campi 12". Dal fatto che in questo
estimo appare la "casa dominicale" si ritiene che la villa attuale sia
stata costruita tra il 1570 e il 1580 dal conte Ottavio Trento. Nel 1615 il
proprietario era Antonio Trento; nel 1668 Sigismondo Trento fu Antonio e nel
1684 Giacomo Trento.Con la parrocchia di Cervarese la famiglia Trento ha sempre
tenuto un ottimo legame; lo dimostrerebbero alcune donazioni di oggetti
liturgici alla chiesa, la costruzione nel 1690-91 di una cappella attigua alla
chiesa parrocchiale, l'ospitalità che la famiglia dava in villa ai vescovi di
Padova durante le Visite pastorali a Cervarese e la partecipazione dei propri
membri ai più importanti avvenimenti religiosi e civili del paese.Nel 1763 il
conte Decio Agostino Trento donò alla chiesa un reliquiario d'argento, con la
seguente iscrizione: "Alla comunità di S.ta Croce di Selvarese fece dono
Decio Agostino Conte Trento li\nno del Signore 1763". Dal Sommarione
Napoleonico rileviamo che agli inizi dell'800 la famiglia Trento possedeva a
Cervarese oltre 1.000 campi, quasi tutto il territorio sud-ovest del paese,
compresi i 260 campi già appartenuti al Priorato della S. Croce. L'ultimo
discendente della famiglia fu Decio Trento, che aveva sposato una Papafava; non
ebbe figli e con lui si estinse la casata. Morì a Padova nell'aprile del 1804 e
fu sepolto nel dietro coro della chiesa di S. Tomaso M., dove ancora oggi esiste
la lastra tombale. Gli eredi del grande patrimonio Trento furono i nipoti
Francesco e Alessandro Papafava, ai quali passò anche il palazzo di via
Marsala a Padova, fatto costruire intorno al 1750 dal conte Giambattista Trento,
padre di Decio. Le proprietà fondiarie andarono in seguito vendute. Nella
seconda metà dell'800 la villa passò dapprima ai Valmarana, quindi ai
Lampertico e nel 1972 fu acquistata dalla famiglia Trentin di Cervarese.
Il
complesso di villa Trento
Nell'insieme
la villa non presenta i caratteri della nobile residenza di villeggiatura in
quanto da sempre si prestò alla sola funzione di casa agricola. L'ampia
barchessa con granai, stalle, cantina e locali di ricovero attrezzi, che
racchiude la grande corte dominicale, comprova la secolare attività agricola
svolta in questa villa rurale. Nelle adiacenze c'erano le abitazioni per i
"bovari" e i contadini che erano a servizio dei Trento, come si
riscontra nell'estimo del 1773 dove troviamo: "case da padron, lavoratori e
gastaldi". La parte architettonica più pregevole della villa è
rappresentata dalla splendida facciata, dove sono evidenti gli influssi del
genio palladiano. Il settore centrale è composto dall'ariosa loggia interna,
sopraelevata sull'alzato del pianterreno, spartita da due colonne e quattro
lesene con capitelli ionici, sulla cui trabeazione si eleva il frontone
triangolare. Dalla strada provinciale, due robusti pilastri in cotto, conducono
al vastissimo cortile interno, su cui trova perfetto equilibrio scenografico
l'intero complesso cinquecentesco.
(tratto da Cervarese S. Croce, tra Bacchiglione e Colli Euganei - di G. Degan)
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